venerdì 19 luglio 2019
23.04.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Buon riscontro di pubblico per la giornata dell’archeologia intemelia

Sabato 21 Aprile si è svolta a Ventimiglia la giornata dell’archeologia intemelia “Al limitar di Dite”. Il Forte dell’Annunziata e l’area archeologica di Nervia teatro di un incontro apprezzato da molti visitatori.

La giornata è stata organizzata con il Patrocinio del Comune di Ventimiglia (unico neo le autorità erano del tutto assenti), dell’Istituto Internazionale degli Studi Liguri sezione di Ventimiglia, del Museo Civico Archeologico Girolamo Rossi e della Soprintendenza per i beni archeologici della Liguria.

L’incontro della mattina al Forte dell’Annunziata è stato aperto dalla relazione del Dottor Luigi Gambaro (foto  6) funzionario della Soprintendenza che ha illustrato le varie tipologie dei riti, delle sepolture e delle tombe del mondo romano. In tal senso, punto centrale della digressione è stata la differenziazione tra i due tipi di sepoltura succedutisi nel modo romano: dalla inumazione, tipica del periodo repubblicano, alla incinerazione che ha contraddistinto l’epoca imperiale; con un ritorno all’inumazione a partire dal secondo secolo dopo Cristo.

A seguire ha preso la parola la dottoressa Daniela Gandolfi che ha, invece, svolto una panoramica sugli scavi della necropoli di Ventimiglia soffermandosi soprattutto su quelli più antichi eseguiti dal Girolamo Rossi – fine ‘800, dal Barocelli nel 1918 e quelli successivi eseguiti dal Pallares (con la precisazione di come le tombe, al momento ritrovate od individuate, siano 309 con una numerazione in progressione cominciata dal Rossi e proseguita dai suoi successori).

Quindi, la parola è passata alla dott.ssa Sara Chierici (foto 6), archeologa e custode dell’Antiquarium di Nervia, la quale ha portato degli esempi pratici di corredi funerari, concentrandosi in particolar modo su quelli esposti proprio nell’Antiquarium di Nervia.

Il dottot G. P. Martino (funzionario della Soprintendenza in pensione) e la dott.ssa Gandolfi hanno poi ripreso la parola per approfondire il discorso sugli scavi in Corso Genova del 1987 – le tombe cosiddette “povere”, non lesinando su una serie di gustosi aneddoti sugli scavi condotti insieme.

La parola è poi tornata al dottor Gambaro il quale si è soffermato sulle tombe tardo imperiali posizionate lungo il perimetro del teatro romano.

Ha chiuso la mattinata al Forte dell’Annunziata l’intervento della dott.ssa Aurora Cagnana che, dall’alto della sua specializzazione in storia tardo antica ed alto medievale, ha parlato delle tombe collocate al “cavo” di Ventimiglia (alta) ed in zona San Michele (sempre Ventimiglia Alta) per un’epoca (dal settimo secolo dopo Cristo in poi) che, già, aveva visto l’abbandono della città romana della zona “nervia” a favore della collina al di là del Roya.

Nel pomeriggio la giornata archeologica è proseguita con una visita sul campo nell’area archeologica di Nervia e al collegato “Antiquarium”, preceduta dalla illustrazione a cura del dottor Gambaro e della dott.ssa Chierici di "Acherusia" - vero e proprio progetto di schedatura informatizzata della necropoli di Albintimilum (in futuro questo programma, una sorta di Google Maps archeologico, permetterà di far orientare il visitatore tra le tombe della necropoli nervina).

Circa una cinquantina di visitatori nelle tre ore di apertura dell’area (era possibile visitare anche la “porta Nord” della vecchia Albintimilium (foto 2 - 3 - 4 - 5) -  dietro la ferrovia -  zona tutt’ora in scavo e normalmente chiusa al pubblico.

 

 

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