giovedì 18 luglio 2019
22.11.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Ventimiglia Marathon all’assalto della Maratona di Firenze

Dopo aver portato al traguardo, circa un mse fa, Romina Revelat a Venezia, la società podistica ventimigliese, domenica, schiererà tre suoi atleti al via della 42 km toscana. Conosciamoli.

Supervisionati dal mitico “Nino” Cuffaro, eccellente maratoneta locale (per lui 2h e 37 minuti come “personal best” sulla distanza regina) ai nastri di partenza della maratona fiorentina (giunta quest'anno alla 29esima edizione) si presenteranno domenica: Bruno Stilo, Adriano Catalano e Flavio Pettirossi.

Bruno Stilo, il “re” di Venezia 2011 – all’età di 54 anni riuscì a conquistare uno straordinario risultato sotto le tre ore – tenterà di migliorare domenica proprio quel primato. Gli anni passano per tutti ma non per Bruno che è sempre in testa al gruppo a tirare e spronare i più giovani.

Adriano Catalano è l’ “enfant prodige”. Toccato da un vero e proprio stato di grazia (per lui una mezzamaratona corsa in 1 h e 26 minuti circa un mese fa, la Varigotti/Loano), Domenica potrebbe arrivare (e si sprecano gli scongiuri in una gara dura e lunga come la maratona) a centrare il risultato “storico”, magari trainato proprio dalla grinta di Bruno Stilo.

Flavio Pettirossi è il “cucciolo” della truppa ponentina. Silenzioso ma capace di far “cantare” le scarpette in allenamento come pochi. Per lui la 42 km fiorentina sarà un successo a prescindere.

Il trio è stato in questi mesi allenato da Antonino “Nino” Cuffaro, ventimigliese d.o.c. e grande interprete ultimamente dei Campionati del Mondo di Corsa in Montagna (con la casacca del Principato di Monaco).

Ha dato alla sua carriera un’ulteriore svolta divenendo la “chioccia” allenatrice per questo trio di atleti master, a dimostrazione di come la corsa e l’atletica possano essere praticati da tutti e con ottimi risultati.

Non ci siamo dimenticati di Salvatore Campagna. Il quarto membro del gruppo. Sarebbe stato anche lui della partita fiorentina se un persistente fastidio alle anche non lo avesse costretto allo stop ed alle sedute di fisioterapia per recuperare. Non mancherà comunque di accompagnare i suoi amici e compagni di allenamento a Firenze facendo un tifo esagerato e fungendo da “portaborracce”, ruolo più ciclistico che podistico ma che rende bene l’idea del gran cuore di Salvatore.

Keep on running!


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