sabato 27 febbraio 2021
19.05.2012 - Donatella Lauria

Ventimiglia: l'odissea del "Seminario" imprigionato dai ponteggi

E’allarme seminario. L’imponente edificio che domina il borgo medievale è imprigionato dai ponteggi da quasi due anni: esattamente dal luglio 2010. E sembra che per liberarlo e farlo tornare a respirare (insieme agli abitanti) dovranno passare ancora tantissimi mesi. Il grido d’allarme arriva dagli stessi condomini e residenti del centro storico, 48 famiglie che ormai si sentono “schiave” di oltre cento metri di impalcature e non vedono una via d’uscita immediata. I lavori del recupero della facciata, affidati alla dita Spanò stanno andando, per usare un eufemismo, a rilento.

Il "seminario", che ha subito tre sopraelevazioni nel corso dei secoli, è l'edificio più grande dell’acropoli medievale. E mostra tutto il peso degli anni. La facciata era grigia, segnata dai bombardamenti dell’ultima guerra mondiale, priva di molti infissi, che verranno sostituiti. Dunque un lavoro imponente e arduo che necessita di moltissimi mesi.

In totale l'immobile ospita ben 54 appartamenti, due dei quali di proprietà del Comune di Ventimiglia. La facciata è di circa 3 mila metri quadri e non è vincolata dalla Soprintendenza. Il costo totale della ristrutturazione è di  240 mila euro, 90 mila dei quali verranno stanziati dal Comune, nell'ambito del progetto di sostegno per la ristrutturazione delle facciate del centro storico.


Tra i problemi più urgenti che la commissione straordinaria dovrà risolvere nella città alta , emerge inoltre quello delle centinaia di facciate che l’ex amministrazione Scullino, secondo  una modifica del regolamento comunale, ha imposto ai ventimigliesi di ristrutturare attraverso numerosissime ordinanze. Si tratta di provvedimenti, 311 nel solo centro storico, che per giunta hanno colpito non solo le facciate che costituiscono un pericolo, magari perché con infissi e cornicioni pericolanti, ma anche quelle ritenute indecorose dal punto di vista estetico. Da qui lamentele e proteste. Ed

oggi anche una serie di problemi: legati al caos ponteggi che stanno letteralmente soffocando la città alta.

Se già all’indomani del loro ok, i provvedimenti avevano sollecitato un coro di proteste tra i cittadini, il mancato rinnovo dell’esonero al pagamento dei ponteggi, in primo luogo, incombe soprattutto sugli edifici di medie o grandi dimensioni. Non solo. Anche una serie di anomalie che si stanno registrando soprattutto nel centro storico, dove diversi cittadini hanno segnalato la presenza di professionisti che si sarebbero presentati già con il progetto di restauro pronto. E che, in assenza di alcun preventivo consenso, avrebbero addirittura inviato ai privati delle ingiunzioni di pagamento.

Il problema più consistente riguarda la Tosap, ovvero la tassa sul suolo pubblico relativa ai ponteggi che il consiglio comunale, al fine di favorire il restauro delle facciate colpite da ordinanza, aveva tolto. Il provvedimento consigliare di esonero era però valido solo fino al 2011. Dallo scorso gennaio, dunque, si paga. Cosa che ha messo in difficoltà soprattutto i cantieri di grosse dimensioni e già avviati da tempo: che a metà percorso si sono visti presentare il conto di svariate decine di euro al giorno dalla ditta Colombo. Ed ecco il caso del seminario di Ventimiglia alta, il più grande edificio del centro storico, oltre cento metri di ponteggi. E ben 48 famiglie che minacciano di dare forfeit: «Gli accordi erano diversi. Se ci obbligano a pagare la Tosap togliamo i ponteggi».

I commissari di Ventimiglia stanno cercando di mediare, trovando soluzioni nelle pieghe della legge.


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