sabato 27 febbraio 2021
14.05.2012 - Donatella Lauria

Ventimiglia, degrado e abbandono in pieno centro

L'ex palazzina della Caritas, di proprietà della Curia, in pieno centro non riesce ad essere risollevata e utilizzata per ospitare le famiglie meno fortunate. Inchiesta di Ponenteoggi.

L’ ex sede della Caritas, situata in pieno centro cittadino, di proprietà della Curia è in completo decadimento da mesi. E nessuno si decide a metterci mano.

Molti anni fa sorgeva un prestigioso asilo gestito dalle suore Cappuccine. La struttura era perfetta ed attrezzata per ospitare una trentina di bambini.

Dopo alcuni anni, la palazzina, di proprietà della Curia Vescovile, è diventata la sede della Caritas che dava vitto e alloggio a senza tetto e clochard. Da circa sei mesi, ossia da quando la Caritas ha spostato il suo nucleo operativo a Roverino, l'edificio, situato in via Roma, è in totale stato di abbandono: i locali interni sono un ripostiglio di oggetti abbandonati e in pieno decadimento. La sporcizia e il degrado regnano. Le foto parlano da sole.

Alcuni lettori, segnalando la situazione, ci hanno posto una domanda:

“E' normale che in un città come Ventimiglia, con la carenza di luoghi di accoglienza e ospitalità, la Curia vescovile tenga una simile struttura in pieno centro, inutilizzata e abbandonata a se stessa?”

Elio Gerbaudo, che abita proprio sopra l’edificio lancia un accorato appello a chi di competenza. Gerbaudo si fa portavoce di un intero quartiere. Un quartiere che è situato nel cuore pulsante di Ventimiglia, in pieno centro, a due passi dal palazzo comunale, dalla polizia, dal teatro. Un quartiere che ogni giorno deve fare i conti con una struttura fatiscente, ormai in rovina.

“Mi sono rivolto a voi giornalisti – spiega Gerbaudo– in quanto nessuno ha mai preso in considerazione di intervenire su questo edificio pur avendo segnalato più volte il disagio e il problema. Tutt’altro. Sappiamo per certo che la proprietà in questione appartiene alla Diocesi Ventimiglia - Sanremo. Fino a poco tempo fa era utilizzata per ospitare non solo i  clochard o i senza tetto della zona, ma anche nuclei di famiglie disagiate e con forti problemi economici. Gli spazi sono grandi, ci sono letti, servizi igienici, docce, uffici e due cucine. Da ormai sei mesi tutto è abbandonato a se stesso. Perché qualcuno non agisce e fa qualcosa? Anche solo dal punto di vista igienico. Il comprensorio intemelio necessita di simili strutture: centri di accoglienza per persone disagiate, povere e senza fissa dimora. Si ha  la possibilità di aiutare soggetti bisognosi e non si sfruttano le risorse a disposizione. Il paradosso è che la costruzione appartiene alla Chiesa. Qualcosa si deve pur fare, anche perché si corre il rischio che all’interno vengano a “rifugiarsi” persone poco raccomandabili e che minacciano la tranquillità della zona. La palazzina è infatti aperta e del tutto incustodita. Come ci dobbiamo comportare? Prima o poi qualcuno interverrà? Giriamo il quesito a chi di competenza. In attesa di ulteriori risposte”.

Intanto i dati dell’ultimo anno non sono per niente di buon auspicio. Sono almeno un centinaio le famiglie di ventimigliesi che periodicamente ricevono una “borsa spesa” dalla Caritas, con generi di prima necessità: pasta, latte, farina. Perché complice la crisi sono piombati in uno stato di grave indigenza economica.

I contributi che la Caritas riceveva sino a qualche anno fa dagli enti pubblici si sono drasticamente ridotti. E nonostante la grande forza di volontà, a fare le nozze con i fichi secchi non riesce nessuno. La  bella sede che l’associazione ha inaugurato l’anno scorso, e che consente a chi non ha una dimora di trovare un letto, o semplicemente un posto dove fare una doccia e ottenere un pasto caldo, non è sufficiente. Anche perché è frequentata sempre di più da chi una casa la ha. E allora, alla luce di questi dati allarmanti, riformuliamo la domanda. Perché tenere in disuso una simile struttura in pieno centro e già attrezzata per “casa di accoglienza”?

 

 

 

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