sabato 20 aprile 2024
24.08.2012 - Donatella Lauria

Strutture turistiche insufficienti, la mappa degli ex alberghi ventimigliesi

A Ventimiglia il turismo punta sulle seconde case o sulla formula veloce B & B.

E’ un percorso amaro, tra nostalgie e magari rabbia, quello degli ex alberghi di Ventimiglia: demoliti, abbandonati e ricostruiti. Ventimiglia ora non vanta un numero elevato di strutture ricettive o alberghi. Tutt’altro. Di recente sta puntando sulla formula Bed &  Brackfast, che si sta sviluppando soprattutto nel centro storico. Casa Fenoglio, ad esempio, aperta pochi mesi fa nel cuore di via Garibaldi inizia a registrare un tutto esaurito. Il segreto è un prezzo di convenienza, camere accoglienti e libertà di orari e soprattutto una permanenza da “toccata e fuga” che non supera le due notti.

Non sono neppure una decina gli alberghi rimasti aperti in centro. Non si può pensare alla città di confine come città turistica. Almeno per i mezzi che ci sono ora. Ventimiglia vanta un territorio invidiabile, un patrimonio storico e naturale come pochi. Ma non è attrezzata per “ricevere” ospiti.

Gli alberghi hanno chiuso proprio perché l’idea di soggiornare nella città di confine non aveva molto senso. Non c’è attrattiva “animata”. Non c’è niente che possa stuzzicare il palato del turista e che lo fermi a rimanere oltre tre giorni. Quello che attira è statico.

Tra gli alberghi più significativi che hanno abbassato le serrande ricordiamo l’hotel Nando e il vicino Eden, situati nei pressi dei giardini Hanbury della Mortola. Strutture che seppur collocate in un “paradiso” naturale erano troppo grandi e difficili da gestire. Il primo sarà convertito in appartamenti e i lavori sono in corso. Il secondo è ora in attesa di una trasformazione simile.

In centro cittadino sono diventati appartamenti l’hotel Francia di via Cavour, l’hotel Abbo, l’hotel Cavour, l’hotel Torino e il Suisse, questi ultimi due situati vicino alla stazione che ora sono condomini residenziali. Anche l’hotel Splendid nella centralissima via Roma ha chiuso i battenti per lasciare spazio a mini appartamenti. Chiusi l’hotel Regina di corso Genova all’ingresso di Ventimiglia, l’hotel Villa Franca di via Repubblica davanti a palazzo comunale che ora è abbandonato a se stesso.

Chi non ricorda davanti al costruendo porto di Marina San Giuseppe lo splendido hotel Lido, ora rifugio di extra comunitari e barboni?

Se chiudono i vetusti e ormai antiproduttivi alberghi, si fa strada una imprenditoria turistica nuova, legata alla terra, all'agricoltura, alla diversificazione dunque di attività. Peraltro noi possiamo mettere sul piatto dell'offerta tanto il clima quanto la bellezza delle realtà naturali e culturali, spesso sconosciute anche agli stessi residenti.

Il futuro sta nel rapporto con l'estero e nella rivalutazione del nostro clima. Questo sembra emergere dall'analisi del programma regionale triennale per l'internazionalizzazione delle imprese 2011-2013 e il regolamento sulle strutture ricettive all’aria aperta, esaminato dalla IV Commissione attività produttive della Regione.

 


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