sabato 25 maggio 2019
09.06.2012 - D.L.

Ventimiglia: mezzo milione di euro in spese legali

E' quanto l'Amministrazione Scullino ha sborsato per pagare avvocati riguardo a cause e ai contenziosi aperti nel corso dei 5 anni (quasi) di governo cittadino.

Quasi mezzo milione di euro per spese legali.

Nei quasi cinque anni di attività dell’ultima amministrazione comunale di Ventimiglia, tra pratiche iniziate dal comune e quelle nelle quali è stato il comune a essere chiamato in giudizio, sono state complessivamente 212 le vertenze instaurate, la maggior parte delle quali gestite dall’ufficio legale del comune.

Per 88 del numero complessivo, l’Amministrazione ha reputato necessario appoggiarsi a studi legali esterni con una conseguente spesa di 463.351 euro. Dunque spesi di tasca propria e prelevati dalle casse comunali.

Dai dati e dalle pratiche ufficiali emerge che l’ex amministrazione comunale in questi ultimi anni ha dovuto gestire diversi iter “eccezionali”, ossia pratiche che non sono di consuetudine. Esempio ne sono il nuovo Puc con le misure di salvaguardia e poi la sua approvazione, il Piano Commerciale, l’usucapione di aree per la realizzazione del Palaroia ed altre ancora.

Progetti che hanno provocato appelli e ricorsi impegnativi che sono stati la giustificazione del Comune nell’ appoggiarsi a studi legali specializzati ed esterni.

Accanto a queste vertenze ce ne sono state poi altre, come ad esempio la pratica della ZTL (Zona a Traffico Limitato che Scullino tanto voleva) alla quale sono seguiti ricorsi da parte di ditte e autotrasportatori che si è risolta, almeno per il momento, con il nulla di fatto; il ricorso per la spesa e i lavori per il ripascimento delle spiagge che si è conclusa con un patteggiamento; la multa di 10.000 euro emessa dal Garante della privacy quando era stato installato il meccanismo, ora dismesso completamente, per la rilevazione delle impronte digitali dei dipendenti comunali; una vertenza contro l’ex medico del Comune, risolta a favore dello stesso professionista; la vertenza per mobbing contro l’amministrazione e successivamente anche quella per la messa in mobilità da parte di un dipendente comunale che sono attualmente ancora in corso.

E’ giusto peraltro evidenziare che per le 88 vertenze instaurate e per le quali l’ex amministrazione ventimigliese ha scelto di appoggiarsi a studi legali esterni, la stessa, prima dell’affidamento degli incarichi e in virtù di sentenze degli ultimi anni, ha chiesto preventivi e la determinazione del costo di tutto l’iter, che non è la prassi per tutti.

Il sistema adottato le ha permesso di avere in primis la chiarezza sulla spesa da sostenere.

Ciò premesso e sui dati che riguardano Ventimiglia, poniamo alcune domande aperte: quasi mezzo milione di euro di denaro pubblico, soprattutto in momenti di crisi come quelli degli ultimi anni nei quali i tagli alle risorse sono praticamente a tutto campo anche in quei settori vitali come i servizi sociali, era una spesa indispensabile? Potevano essere presi accordi preventivi per evitare, almeno in parte, i ricorsi?

Partendo dal presupposto che le decisioni devono essere prese dall’amministrazione di una città per migliorare la stessa e la qualità di chi la abita, sono state realmente seguite le priorità?

E’ ovvio che la spesa per la tutela legale su decisioni amministrative può essere anche elevata, a patto che le cause abbiano i presupposti necessari per essere vincenti. Elementi che comporterebbero il rientro sotto vari aspetti dell’esborso.

Al momento, per la città di confine, questa valutazione non è ancora possibile perché molte cause sono in corso, ma sarà oggetto di considerazioni alla conclusione degli iter burocratici.

 


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