lunedì 21 ottobre 2019
18.10.2012 - REDAZIONE

Regione: quali prospettive per il comparto sanità?

Bagnasco e Scajola raccolgono le preoccupazioni: “ a rischio diritti inalienabili, è necessario trovare delle soluzioni. Le Asl liguri disattendono l’accordo sancito dalla delibera regionale di febbraio”.

Roberto Bagnasco e Marco Scajola fanno sapere di avere presentato un interrogazione urgente sulla situazione che stanno vivendo in Liguria le persone appartenenti alle  fasce più deboli della popolazione: compartecipazione alle cure che varia da 900 euro mensili a 1600 euro mensili, il Governo centrale tassa le indennità di accompagnamento, Regione e Stato non si coordinano e si chiede di mantenere servizi accreditati con inalterate prestazioni con decurtazioni di budget da parte del 20%.

Questo in sintesi quanto sta avvenendo a carico delle fasce più deboli della popolazione ligure, disabili, anziani, ecc,  e che viene raccolto dai Bagnasco e Scajola: “le preoccupazioni e le denuncie dei coordinamenti liguri del terzo settore sono allarmanti. Sta emergendo un comportamento vessatorio delle Asl che stanno facendo ricadere su questo mondo tutta una serie di restrizioni al di là di ogni buon senso mettendo anche a serio rischio i servizi gestiti dal privato sociale accreditato che viene di fatto messo in ginocchio dalle politiche miopi attivate dai direttori generali delle aziende sanitarie”.

Secondo i due esponenti del Popolo della Libertà non vengono mantenuti gli accordi che con la delibera regionale 226 del 28 febbraio 2012 erano stati sottoscritti con la Regione Liguria “ per questo chiediamo spiegazioni alla Giunta regionale: stiamo parlando di persone che già vivono pesanti situazioni di disagio che si stanno vedendo messi a rischio servizi e sostentamenti. Parliamo anche di migliaia di lavoratori del settore che rischiano di perdere il loro posto di lavoro a causa delle gravose decurtazioni tariffarie che non consentono alle aziende del comparto di operare in maniera corretta”.

“La situazione è critica – concludono Bagnasco e Scajola – non possiamo permettere che ciò accada e non accetteremo spiegazioni superficiali, è necessario trovare delle soluzioni al più presto”.

 


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