lunedì 17 giugno 2019
15.11.2011 - A.Chiappori

Regione Liguria: “il Bilancio non arriva a fine anno, i pochi fondi in cassa sono per l’alluvione”

Le dichiarazioni del Presidente Burlando alla conferenza sul Bilancio di previsione per il 2012

GENOVA. Si è svolta il 14 novembre, durante la pausa del Consiglio Regionale, la conferenza stampa sul Bilancio di previsione 2012 per la Regione Liguria, presenti il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e l’assessore Pippo Rossetti. “Voglio dirlo molto onestamente - ha parlato Burlando - questo è un Bilancio che non arriva a fine anno. Se lo avessimo preparato distribuendo in 12 mesi le cifre disponibili avremmo dovuto, ad esempio, tagliare il trasporto su ferro del 72%. Così come il Fondo per la non autosufficienza, a cui la sanità addirittura “presta” fondi”.

“C’è un appesantimento del taglio rispetto al 2011 – ha spiegato Burlando - e un avanzo che scende di 40 milioni rispetto all’anno precedente, da 70 a 30. Ciò che accade è la somma di tre eventi: il taglio secco alle Regioni, la riduzione dei fondi propri e un taglio dei capitoli dello stato che erano a favore del sistema territoriale. Infine, a causa dell’alluvione, è evidente che dobbiamo spostare alcune delle risorse per il ripristino dei danni”.

“Dal prossimo governo non mi aspetto molti più soldi, ma più serietà sì. Non è possibile che sul TPL non siano arrivati i fondi per cui si è firmato un accordo 11 mesi fa. Non è onesto. I fondi per il TPL, 50 milioni inizialmente previsti e poi ridotti a 45, non sono nemmeno, come era stato annunciato, nella legge di stabilità approvata il 12 novembre. Mentre è stata inserita la cosiddetta “legge mancia” che consente ai deputati di far bella figura sui loro territori concedendo loro fondi discrezionali” ha continuato Burlando.

“Mi hanno molto colpito tre parole del presidente del consiglio incaricato Mario Monti: equità, rigore e crescita. Mi aspetto che queste parole vengano declinate con un sostegno ampio. Equità nel prelievo, rigore nella spesa e sostegno alla crescita. Poi si lavora. Quello che ci aspetta è un passaggio drammatico che può diventare leggermente più semplice se, finalmente, chi ha la responsabilità di governare questo Paese dice esattamente cosa si può fare e cosa no a chi sta in prima linea” chiede Burlando. “Non si può far cassa su tutto come è accaduto finora, in particolare sulle cose che riguardano la pelle dei cittadini come l’alluvione. Almeno gli interventi che consentono di eliminare il rischio residuo vanno tolti da quelli su cui il Governo ha finora fatto cassa”.

Circa i fondi Fas, recentemente sbloccati, Burlando ha rivelato: “Non saremo più in condizione di fare da cassa ai comuni. Quindi gli enti locali che vorranno realizzare opere previste con gli investimenti sbloccati dal ministero mercoledì scorso dovranno fare da soli. Noi non possiamo proprio. Con l’aria che tira, i pochi fondi che abbiamo li anticipiamo sull’alluvione, non per la riqualificazione urbana”.

 


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