venerdì 31 ottobre 2014
12.07.2012 - Redazione

180.000€ di danno erariale: la Corte dei Conti punta il dito contro Scullino e la sua giunta.

Secondo la Procura della Corte dei Conti, diversi sono i punti interrogativi, di natura sia amministrativa sia contabile, che Scullino e l'ex giunta, dovranno sciogliere. Primo su tutti, l'uso di soldi pubblici per pagare due dirigenti “a nomina”: A. Bosio e M. Grassano

Non si placa la bufera intorno all'ex sindaco Gaetano Scullino. Questa volta sotto l'opera investigativa della Procura della Corte dei Conti è passata l'intera giunta comunale. Danno erariale diretto, questa la pesante accusa che i Giudici Contabili imputano alla giunta Scullino, sciolta nel febbraio scorso per condizionamenti e infiltrazioni, da parte della criminalità organizzata di stampo mafioso. Il motivo per cui oggi Scullino ed i suoi amministratori dovranno rispondere, risiede nella nomina dei due dirigenti della I e III ripartizione, rispettivamente Armando Bosio e Mauro Grassano e dell'uso di soldi pubblici, precisamente 180.000€, per pagare gli stipendi dei due dirigenti “a nomina”. L'atto, secondo la magistratura contabile, soffrirebbe anche di diversi vizi sia di sostanza che di forma, in quanto la giunta comunale non ha, ex iure, la possibilità di fare una “determinazione di giuta”, atto questo, “alienum” sia alla giurisprudenza sia alla dottrina amministrativa. Nel diritto amministrativo, infatti, il sindaco ha il potere di emanare direttive e determinazioni, ma la giunta, che ricordiamo essere l'organo che rappresenta, prima di tutto la parte vincente alle elezioni, ha il compito di supportare il sindaco stesso, ma non attraverso atti di questa natura. Sarebbe quindi celato nel dubbio come la giunta comunale abbia potuto emettere un atto di nomina dirigenziale di due persone, già dipendenti comunali, intaccando così l'indipendenza, l'autonomia e il buon andamento della Pubblica Amministrazione. Come segnalato infatti, la “procedura è del tutto irrituale, dal momento che le determinazioni sono mere indicazioni a cadenza settimanale, che la parte politico-amministrativa invia tramite la c.d Riunione dei Dirigenti, agli organi amministrativi in senso stretto. Il danno erariale risiederebbe nell'aver utilizzato fondi di natura pubblica, per pagare soggetti, nella fattispecie concreta Bosio e Grassano, che rivestivano ruoli da dirigenti di pubblici uffici. L'arco temporale nel quale si sarebbe consumato il reato di natura fiscale è dal gennaio 2010 al febbraio 2012, quando, ricordiamo, l'amministrazione Scullino è stata sciolta dal Presidente della Repubblica, su indicazione del Ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. Fonti del Comune di Ventimiglia affermano che questa mattina l'ufficiale giudiziario si sarebbe presentata al cospetto del Segretario Comunale Achille Maccapani, per notificare le accuse rivolte non solo all'ex sindaco e alla sua giunta, ma anche al Maccapani stesso, in quanto, probabilmente avrebbe (il condizionale è d'obbligo) omesso di effettuare i controlli interni di regolarità amministrativa, facendo venir meno il proprio compito di assistente legale per tutelare la bontà degli atti politico-amministrativi. Gli articoli 2 e 18 del d.lgs. 165/2001 e successivamente modifiche, operate dal decreto legislativo 123/2011, prevedono, alla fine del controllo di regolarità amministrativa e contabile (sia preventivo che successivo) la trasmissione da parte degli organi di controllo dell'ente, delle irregolarità riscontrate, alla Corte dei Conti e all'ispettorato generale di finanza. Il segretario comunale infatti è il trait d'union tra la “parte politica” e gli “uffici” all'interno dell'ente comune, per cui sembrerebbe più sussistere un concorso in reato. I nomi degli indagati per il danno erariale di 180.000€ sono: l'ex sindaco Gaetano Scullino, Nazzari, Guglielmi, Spinosi, Maccario e il segretario comunale Achille Maccapani. Diverse voci di Palazzo Comunale a Ventimiglia avrebbero, altresì, sottolineato ai dirigenti preposti l'invalidità dei mandati di pagamento degli stipendi di Bosio e Grassano, in quanto quei soldi erano destinati ad altri utilizzi, con fini pubblici.

Infine, sempre con l'utilizzo di una “determinazione”, la giunta avrebbe approvato lo spostamento d'ufficio di una dipendente comunale, la quale, sentitasi “demansionata e punita” è ricorsa presso la Procura della Repubblica di Sanremo, denunciando il reato di mobbing sul posto di lavoro. A quanto pare, le nubi intorno a palazzo comunale continuano ad addensarsi e scurirsi sempre di più.

 

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