giovedì 18 luglio 2019
04.01.2012 - Lorella Gavazzi

Il personaggio: abita nell'estremo Ponente la futura stella del cinema italiano

Si chiama Max Tardioli. Ha 12 anni. Studia a Ventimiglia e vive nell'entroterra intemelio. Ha recitato accanto a Stefano Accorsi, Favino e Vittoria Puccini. Presto lo vedremo su Rai 1

Risiede nell’Intemelio, a Vallebona, un giovanissimo attore la cui popolarità è in continua ascesa. E’ Max Tardioli, 12 anni, che al suo attivo ha già tre film. L’anno scorso lo abbiamo visto recitare al cinema ne “La vita facile” accanto a Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi, ed ora è  tornato dal set cinematografico de “Il paese delle piccole piogge” che l’ha visto coprotagonista accanto a Gorgio Lupano e Margaret Madè della pellicola prodotta per la Rai girata soprattutto in Kenia e la cui uscita su Rai 1 è prevista per febbraio.

Figlio di Emilio e Susan Mbugwa, nativa del Kenia, Max, tra i tanti amici conosciuti anche alle elementari, la scuola media, l’attività calcistica che pratica con passione, vive per lo più a Ventimiglia.

Simpatico, dinamico e dotato di comunicatività, ha davvero le carte in regola per poter essere una promessa del cinema. Doti che evidentemente non devono essere passate inosservate agli addetti ai lavori.

Debutta sul grande schermo nel 2010 con “Lionel” -uscito nella Svizzera italiana in Francia e in Germania e programmato in diversi festival internazionali-, il film girato accanto a Tsar, uno splendido esemplare di leone che aveva lavorato ne “Il Gladiatore”, e che parlava dell’amicizia tra un leone ed un bambino. “Nel mio primo lavoro ero certo emozionato perché per me era un mondo ancora sconosciuto e poi dovevo recitare accanto a un leone. Ma presto mi sono reso conto che recitare mi riusciva naturale e Tsar era un animale attento alle parole del suo ammaestratore”. Ed inoltre: “Quando recito mi sento sereno, non ho timori, ed è una cosa  che desidero continuare”.  Tanto che, determinato qual è, ha intenzione di seguire con impegno questa professione coltivandola e specializzandosi attraverso corsi ad hoc.

Un percorso, quello del cinema, che Max ha iniziato per caso attraverso una riflessione di  un amico del padre Emilio e che, lavorando nel mondo dello spettacolo, ha notato l’espressività e la comunicatività che appartengono al ragazzo. Ed è proprio il papà che nel 2009 pensò di rivolgersi ad un’agenzia specializzata che si occupa di cinema. Ed ecco arrivare, nell’arco di poche settimane, il primo ingaggio, poi l’anno dopo il secondo e nel 2011 il terzo.
“La giornata sul set inizia al mattino presto –spiega Max- si va al trucco, si fanno le prove e poi si inizia a girare. Una pausa pranzo per tutti e poi di nuovo al lavoro. La sera poi, molte volte si cena tutti insieme”. “Entrare nel ruolo che si interpreta –aggiunge- è importante  quanto i buoni rapporti, essenziali per la riuscita del lavoro, che si instaurano con il regista, gli attori e con la troupe,”. Amicizie che sono nate tra un ciak e l’altro e che per Max continuano a tutt’oggi.

Ed è l’amicizia che per lui ha un grande valore: “Ho tantissimi amici, anche su Facebook dove ne ho 803”. Cosa apprezza negli amici? “La simpatia, il senso dell’umorismo e la lealtà”.

Ci sono poi le materie scolastiche che predilige e che da sempre lo affascinano. Sono “la storia e la geografia, la prima perché mi permette di conoscere i fatti che sono accaduti prima di noi, e la seconda perché mi dà la sensazione di viaggiare ed esplorare altri luoghi”.

E di viaggi in concreto in questi ultimi tre anni ce ne sono stati non pochi per Max. Ma poi  i ritorni nel suo luogo di residenza e dove trascorre le ore della giornata, posti nei quali, come  dice, “ ci sono la famiglia e gli amici che mi attendono e dove sono sempre felice di tornare”.

A Max l’augurio di Ponenteoggi di una carriera ricca di grandi successi.

Lorella Gavazzi

 

 

 

 

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