domenica 21 luglio 2019
03.12.2011 - Alessandro Giacobbe

La Cherimoya un frutto da scoprire

Qualche supermercato di alta qualità ne è già fornita. E la qualità è valida, anche se la produzione risulta europea. Un altro frutto esotico si diffonde in Italia. É la Cherimoya, un gustosissimo pomo dall'apparenza tegumentata. In realtà sono varie le specie tipiche dell'albero dell'Annona, altro nome con cui è noto il prelibato frutto.

Qualche supermercato di alta qualità ne è già fornita. E la qualità è valida, anche se la produzione risulta europea. Un altro frutto esotico si diffonde in Italia. É la Cherimoya, un gustosissimo pomo dall'apparenza tegumentata. In realtà sono varie le specie tipiche dell'albero dell'Annona, altro nome con cui è noto il prelibato frutto.

La pianta è originaria degli altipiani andini del Perù e dei paesi vicini (Ecuador, Colombia e Bolivia). La sua qualità è tale che è stata impiantata anche in Cile, California, Florida, Sud Africa e in alcune zone particolarmente vocate del Mediterraneo. Il nome curioso deriva da una parola quechua. La lingua quechua è l'antico idioma degli Inca, che è lingua nazionale peruviana assieme allo spagnolo. Anzi, nel parlare ispanico peruviano ricorrono numerose parole tipicamente quechua, benché si parli anche il quechua nelle sue pure varianti.

Il significato del nome dei frutto viene allora dalla parola chirimuya, che significa “semi freddi”, poiché la pianta cresce a buone altitudini, dove sembra fare anche un freddo particolare rispetto alle più calde zone costiere. In realtà si tratta di una pianta legata alle aree equatoriali e quindi necessita di un clima benevolo per una buona coltivazione. Tempo addietro i frutti giungevano dal Sud America, ma erano raccolti molto acerbi e quindi il gusto non era ottimale. Oltretutto una volta maturo, se staccato dalla pianta, si deve consumare in poco tempo. Da pochi anni esistono coltivazioni in Spagna, in particolare nella valle di Almuñécar, a Sud della Sierra Nevada. Da qui provengono i frutti che generalmente troviamo sui nostri banchi.

In ogni caso ci sono coltivazioni anche in Italia, da Reggio Calabria alla costiera ionica calabrese e nella Sicilia orientale. Qualcuno riesce a coltivarla anche nel Lazio, su terreni esposti al sole e vicini al mare. Gli specialisti coltivatori situati tra Villa San Giovanni e Melito Porto Salvo possiedono una estensione fino a 25 ettari, con settore a coltivazione biologica. Si intende comunque estendere la produzione. I prezzi sono ancora alti, sui 3-4 euro al chilo e i frutti europei possono raggiungere i 400 grammi, mentre in Perù si arriva a pezzature anche da un chilo.

Ma com'è questa Cherimoya ? Si apre in due parti e si mangia con il cucchiaino, scartando i semi neri, grandi come un chicco di caffé. La polpa è vellutata. Il gusto indicibile. Ci si possono avvertire molte sensazioni, se è stato ben coltivato: da un sentore caramellato e vanigliato fino alla pera matura e soprattutto ad una delicatissima fragola.

In ogni caso si potrebbe dire che la Cherimoya è inimitabile ed uguale a sé stessa. Fra le sue proprietà c'è la grande quantità di vitamina C, un discreto apporto proteico e qualche curiosità. Si è diffusa la notizia che i frutti dell'Annona sarebbero capaci di curare tipi di tumori, soprattutto come estratto del frutto. Non a caso i produttori stanno studiando proprio le possibilità di ottenere questo estratto o di produrre liquori e soprattutto la marmellata. Quest'ultima non è di facile fattura, poiché la polpa ha di per sé un sapore piuttosto zuccherino ed una consistenza che non si presta all'addensamento naturale. Sfide nuove in cucina, dunque e occhio al supermercato: tra settembre e gennaio è periodo di raccolta e consumo.

 

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