martedì 15 ottobre 2019
22.12.2011 - Lorella Gavazzi

Manovra Monti e tasse comunali: come si comporterà Ventimiglia?

Ponenteoggi ha fatto un esame approfondito sulle tasse comunali che dal 1° gennaio graveranno sui cittadini. Ecco alcune importanti informazioni in merito.

Sono in molti nella città di confine a chiedersi quanto graverà sui propri portafogli l’Imu sulla casa in genere, vista la poca propensione del Comune di Ventimiglia a fare sconti. Nel luogo infatti la Tarsu pesa sulle tasche dei residenti 4.00 euro/mq (la più alta di tutta la provincia), e finora l’Ici sulla seconda casa è stata applicata ˝secca˝ al 7/1000. Nessuna differenziazione e nessun distinguo per i vari casi come ad esempio, per la Tarsu, il numero degli effettivi occupanti di un alloggio e, per l’Ici, l’uso  di un appartamento dato in comodato gratuito ai figli, o affittato a contratto convenzionato (agevolato). Così come invece prevedono, per la tassa sui rifiuti, la maggior parte dei comuni della territorio imperiese che hanno considerato altresì differenziazioni per l’applicazione di quella che, fino ad oggi, è stata l’Ici.

Ed ora i ventimigliesi, come peraltro tutti, dovranno anche pagare l’imposta sulla prima casa. 

Stando alle notizie pubblicate finora sull’ultima manovra economica del Governo, con l’Imu, che entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio, saranno i comuni che, partendo da un’aliquota del 4/1000 per l’abitazione principale, fatta salva la detrazione base di 200 euro (elevabile dagli enti) e il bonus per i figli (per chi ne può usufruire), potranno applicare 2 punti in più o in meno, variando quindi dal 2/1000 al 6/1000.

Il tutto su una maggiorazione media del 60% dell’attuale rendita catastale. Quest’ultimo punto vale ovviamente anche per le seconde case. Le quali con l’Imu saranno soggette ad una imposta del 7,6/1000. Ma anche in questo caso saranno i comuni che potranno diminuirla o elevarla di 3 punti. La tassa potrà dunque variare dal 4,6/1000 fino ad arrivare al 10,6/1000.

In attesa di sapere se e come potranno essere previsti dei distinguo dalla Legge, sembrerebbe comunque che gli eventuali sconti Imu sull’abitazione non principale peserà parecchio sulle entrate dei comuni, che dovranno versare allo Stato molto dei gettiti relativi.

Ed è anche in attesa di vedere in quale misura il Comune di Ventimiglia applicherà le aliquote, che Ponenteoggi, per conoscere quali sono le intenzioni dell’Amministrazione, si è rivolta al sindaco Gaetano Scullino. Il quale in linea di principio ha sottolineato due punti. Il primo, che la città ha “necessità di continuare a modernizzare e ad investire in opere pubbliche” per il suo miglioramento e per “la qualità della vita di residenti e non”. E poi “i servizi assistenziali, le scuole, la manutenzione, l’assistenza ai bambini, agli anziani. Un insieme di elementi che, come tutti i lavori pubblici si devono continuare a garantire”.

Ma. Il secondo punto evidenziato dal primo cittadino è quello di evitare quanto più possibile di far mettere ai ventimigliesi mano ai propri portafogli attraverso, innanzitutto, una lotta agli sprechi e il pieno avvio della gestione imprenditoriale per la città. Ovvero un sistema che, da una parte, assicuri di eliminare i costi delle “proprietà comunali che non rendono nulla e che procurano invece esborsi inutili alle casse comunali” e che quindi permetta di mettere a reddito quello che c’è “prima di andare a chiedere soldi ai cittadini” e, dall’altra parte, una gestione che offra risparmi, maggiori entrate alle casse comunali e pianificazioni che garantiscano un’equa distribuzione del carico fiscale attraverso le specifiche municipalizzate istituite (Civitas, Ventimiglia Parcheggi e Ventimiglia Servizi).

Dalle affermazioni del sindaco, sembrerebbe dunque che ci siano delle buone intenzioni per contenere il più possibile per i residenti del posto ˝l’onda d’urto˝ provocata dall’Imu.

Un impatto che sulla città di confine potrebbe avere dei contraccolpi non da poco.

E’ comunemente riconosciuto che Ventimiglia si trova tra ˝tre fuochi˝: la crisi economica anche della vicina Francia, quella del nostro Paese e la chiusura della fabbriche a Monaco. Un insieme di situazioni che hanno determinato una crisi economica nella già conclamata crisi italiana.

Non a caso nel luogo è altissimo il numero di disoccupati, e il commercio, che muove l’economia del posto ed è un veicolo di occupazione, è fortemente in crisi.

Un’aliquota alta a questo punto, potrebbe portare da un lato ad un ulteriore ed ovvio abbassamento dei consumi dei residenti e, dall’altro, ad evitare da parte degli esercenti quanto più possibile i costi con consequenziale taglio per commessi o coadiuvanti.     

Non si può peraltro non considerare anche il mercato immobiliare. Il quale a Ventimiglia si regge per buona parte sui non residenti che vengono a trascorrere le vacanze nel posto e che nel posto ˝consumano˝.

In un frangente come quello attuale, chi ha la possibilità di investire nel ˝mattone˝, magari con sacrifici di una vita, quasi sicuramente penserà a quanto costerà ˝mantenerlo˝. E che dire degli affitti che potrebbero aumentare?

La logica più gettonata che si sente in città appare dunque quella di contenere da parte del Comune spese e tasse per non frenare aspettative e consumi e permettere il superamento di questo difficile momento.

Al tempo l’ardua sentenza sugli scenari futuri che, comunque, non si può evitare di considerare.

Concludiamo con un flash a titolo esemplificativo su come finora è stata applicata l’Ici sulla seconda casa nei maggiori comuni costieri della provincia di Imperia.

San Bartolomeo: 7/1000, contratti prima casa stipulati a residenti 4.5/1000, esente se un alloggio è dato in comodato gratuito a parenti –se residenti- entro il secondo grado; Diano Marina: 7/1000, esente se alloggio dato in comodato gratuito a parenti di primo grado, contratto agevolato 4/1000; Imperia: 6.5/1000; Riva Ligure: 7/1000; Santo Stefano 6.8/1000, esenti dalla tassa gli immobili dati in comodato gratuito a parenti entro il terzo grado; San Lorenzo al Mare  7/1000; Taggia: 7/1000, 5.5/1000 per i contratti agevolati a residenti, esenzione se la casa data in comodato gratuito a parente entro secondo grado in linea retta, 9/1000 per case affittate a carattere transitorio, di natura non abitativa, non utilizzate e sfitte; Sanremo: 4.8/1000, 4/1000 per contratti agevolati a residenti, esenti gli alloggi dati in comodato gratuito a parenti fino al secondo grado; Ospedaletti: 7/1000, 4.5/1000 per contratti agevolati a residenti, 4.5/1000 per il comodato gratuito ai parenti di primo grado; Bordighera: 7/1000, esenti dalla tassa le case date in comodato gratuito da residenti ai parenti residenti di primo grado; Vallecrosia 7/1000; Camporosso: 7/1000, 6.5/1000 per case con contratto d’affitto locate, 6/1000 in comodato gratuito ai parenti entro il terzo grado o affini entro il secondo grado.

 

Lorella Gavazzi

 


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