sabato 25 maggio 2019
27.09.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Economia: la crisi "strangola" il commercio al dettaglio

"Riusciamo solo a sopravvivere". Queste le parole del noto "Alimentari Cicchiello" di Roverino, ma potrebbe essere il grido d'aiuto di una intera categoria: quella della vendita al dettaglio.

I numeri della crisi, d'altra parte, parlano chiaro: un calo del 3% dei consumi nel periodo Gennaio - Agosto 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011; un calo del 6,5 %, invece, se il periodo di raffronto si allarga al quinquennio 2007 - 2012 rispetto a quello 2002 - 2007.

Insomma la gente compra sempre di meno o meglio differenzia i propri "investimenti": se la telofonia e il tecnologico sono gli unici settori che non calano con un vero e proprio "boom" per gli acquisti "on line" (negozi e - com), non calano anzi incrementano gli incassi dei supermercati. Anzi in questo settore sono gli "hard - discount" a fare la voce grossa: insomma la gente, nel campo alimentare, non ha cessato di comprare ma lo fa nei discount, dove la merce costa sempre di meno ed anzi, in questi ultimi anni, la qualità è nettamente aumentata.

Purtroppo è crisi certificata per i negozi di vendita al dettaglio, per i vecchi alimentari di paese, insomma, "strozzati" dalla crisi e dalla concorrenza dei supermercati summenzionati.

Se riescono a vivere o a sopravvivere lo fanno nelle piccole realtà frazionali, dove, magari, si è creato un rapporto di "fidelizzazione" (o di affetto) con il negoziante.

In tal senso è quello che ci dicono le sorelle Cicchiello (Lucia, Carla e Maria) che gestiscono da circa quarant'anni un alimentari in frazione Roverino: "Noi siamo conosciute, la gente continua a venire. Ovviamente non potrei prendere, per esempio, una ragazza part/time. Non ci staremmo con i costi. Noi "sopravviviamo", ma non ci siamo prese neanche un giorno di ferie e ci reputiamo fortunate per il fatto che i nostri mariti lavorano tutti.

Nel complesso nel corso degli anni abbiamo subito un calo degli incassi dell'ordine del 30%. Gli alimentari al dettaglio come il nostro possono sopravvivere solo nei borghi o a livello frazionale. In città riescono a vendere solo le panetterie."

Chi scrive nelle vesti di rilevatore Istat dei Consumi, non può che confermare il tutto: gli stipendi bloccati (quando ci sono), l'impossibilità quindi di diversificare gli acquisti. La carne comprata, ovviamente, al Supermercato o al Discount, per tirare via quegli Euro da mettere magari nell'acquisto quotidiano di un po' di pane fresco.

Il pesce? Un lusso.

Insomma, negli ultimi trent'anni ad essere cambiato è anche il modo di "fare la spesa". Le stesse sorelle Cicchiello concludono: "Se dovessimo vendere, questo negozio fallirebbe. Il nuovo acquirente non avrebbe il tempo di farsi conoscere per essere fagocitato dall'attuale realtà".

 


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