martedì 15 ottobre 2019
18.11.2011 - VALERIO GAMBACORTA

Domenica 20 Novembre: la giornata della Storia

A Ventimiglia presentazione del volume: "Memorie di sabbia" di Graziano Mamone, dedicato alle vicende della campagna di Libia 1911 - 1912

E’ fissata per domenica 20 novembre la ormai consueta celebrazione della “Giornata della Storia”, patrocinata dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e organizzata dalla Federazione Italiana dei Giochi Storici, che anche quest’anno, grazie all’iniziativa dell’Ente Agosto Medievale, in collaborazione con l’Associazione Culturale Liber Theatrum e con il patrocinio degli Assessorati alla Cultura e allo Sport, Turismo e Manifestazioni del Comune di Ventimiglia, vedrà anche la cittadina intemelia nel novero di quelle che in tutta Italia parteciperanno all’evento. In Liguria solo Ventimiglia, Taggia e Finale Ligure hanno dato la loro adesione ad una manifestazione che invece è molto “più sentita” ad esempio nelle Marche e in Abruzzo, ma anche in Toscana, in Umbria e nel vicino Piemonte. 
Appuntamento quindi alle ore 15.30 presso la Nuova Civica Biblioteca Aprosiana in Via Cavour 59/61 per la presentazione dell’interessante libro di Graziano MAMONE, “MEMORIE DI SABBIA – Storia di un bersagliere alla guerra di libia 1911-1912”.

Introdurrà l’autore Diego Marangon dell’Ass. Cult. LIBER THEATRUM ed all’incontro parteciperanno anche il Prof. Giuseppe Palmero, chercheur associé presso l’Université de Nice Sophia Antipolis e direttore del “Quaderno annuale di Studi Storici Intemelion“ e, si auspica, anche il Prof. Fabio Caffarena, Docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Genova. 
Presenze queste ultime assolutamente appropriate e mirate, in quanto il libro raccoglie in particolare le lettere inviate dal fronte dal bersagliere ventimigliese Gio Battista (Battistino) Ballestra, nonno del Prof. Palmero, lettere di “comuni mortali” che rappresentano e costituiscono altresì quel mondo minimalista da tempo oggetto di studio e pubblicazioni anche da parte del Prof. Caffarena.

 

Il 29 settembre 1911, infatti, l’Italia di Giolitti dichiara guerra alla Turchia per il controllo della Tripolitania e della Cirenaica. Migliaia i fanti coinvolti in questa tarda impresa coloniale che li vede per la prima volta prendere confidenza con la scrittura: contadini-soldati che vengono travolti da un evento separatore dell’epoca contemporanea e che decidono di resistervi lasciando traccia memorabile di sé stessi, nel disperato tentativo di aggrapparsi alla normalità perduta, per non rischiare di morire senza senso, per rispondere ad un’istintiva necessità. Tra di essi, il ventimigliese Ballestra, caporale dell’8° reggimento bersaglieri. Dal fronte il soldato invia diverse lettere, raccolte da un genitore in un quadernetto giunto fino a noi. È il 7 ottobre 1911 quando Ballestra inizia a scrivere e raccontare il suo viaggio. Testamento di una guerra personale che si specchia nella guerra più grande di un’intera generazione, istantanea di un mondo sul viale del tramonto che si sta spegnendo clamorosamente sulle soglie del nuovo, viaggio di formazione che non comprende necessariamente un ritorno. Parole scritte a margine di un’esistenza consapevole che il soldato comincia così a porre su carta.
La postfazione al libro, scritta dal nipote di Gio Battista Ballestra, rievoca la genesi del libro ma soprattutto sottolinea l’importanza della storia minuta per capire gli avvenimenti della grande storia. Giuseppe Palmero ha atteso il centenario della guerra in Libia per consegnare il diario “in cuoio lavorato”, che conservava come una reliquia fin dall’infanzia, a Graziano Mamome, che con sensibilità e attenzione è riuscito a far diventare una storia privata la storia di tutti. Da sottolineare anche la presenza, nel volume pubblicato da DE FERRARI Editore, di numerose foto e cartoline dell’epoca che verranno proiettate durante la presentazione del libro e che sarà possibile ammirare ulteriormente e con più attenzione a conclusione dell’incontro, nel chiostro sottostante la biblioteca dove verrà offerto un piccolo rinfresco al quale naturalmente parteciperà anche l’autore.
Graziano Mamone è nato a Bordighera  e nel 2009 si è laureato in Strumenti e Metodi della Ricerca Storica presso l’Università di Genova. Nello stesso ateneo ha conseguito nel 2010 un Master in storia antica con una tesi intitolata Da Omero a Mussolini. Radici classiche dei topoi dell’alterità del colonialismo italiano. Attualmente si dedica all’indagine sulle scritture di gente comune, con particolare riferimento al primo Novecento. Collabora da due anni alla redazione di Intemelion, Quaderno annuale di Studi Storici, per cui ha pubblicato due studi.

INFO 338.6273449

 


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