domenica 21 luglio 2019
04.05.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Ventimiglia: continua incessante il lavoro della Polizia di Frontiera

Nel solo mese di aprile sono state assicurate alla Giustizia ben 17 persone e sequestrati kg. 5 di cocaina.

Gli ultimi due arresti, in ordine cronologico, risalgono ad un paio di giorni orsono.

Si tratta di: YAHIA Bilal (foto 1), tunisino. Il giovane, appena maggiorenne, è stato intercettato dalla pattuglia della Polizia di Frontiera nei pressi del centro di Latte, diretto a Ventimiglia e privo di documenti. Condotto in ufficio per la sua identificazione è risultato pluripregiudicato e considerato persona pericolosa.  Entrato in Italia clandestinamente già nel 2010 era stato tratto in arresto per resistenza a P.U., devastazione, saccheggio e incendio doloso,  reati questi commessi durante la sua permanenza al Centro di Identificazione e Permanenza di Bari. Fuggito dal centro era stato tratto in arresto anche  dalla Polizia di Bologna per furto aggravato e denunciato altresì per omicidio doloso aggravato. Per tale motivo era stato espulso coattivamente a mezzo “charter”  nel novembre del  2011. Rientrato in Italia è stato nuovamente arrestato, questa dalla Polizia di Frontiera di Ventimiglia.

Il secondo: JOVANOCIV Safet (foto 2) francese, di anni  37, è stato controllato al suo  arrivo in stazione a bordo treno proveniente dalla Francia.  Gli accertamenti della Polizia hanno permesso di scoprire che, sotto un alias, è risultato colpito,   da decreto di espulsione emesso nel 2009 dal del Prefetto di Viterbo. A suo carico anche una  ordinanza di revoca di decreto di sospensione di ordine di esecuzione per la carcerazione e ripristino dell’ordine medesimo,  dello scorso agosto emessa  dal Tribunale di Velletri, col quale lo straniero deve scontare quasi tre anni di  reclusione ed una  multa di 2.768.16 euro.

Sempre nell’ambito dei controlli di frontiera veniva fermata, nei pressi della barriera autostradale, in uscita dall’Italia, l’autovettura BMW X6, condotta dal cittadino italiano  S.M., cinquantenne romano.  Considerati i numerosi sequestri già effettuati dalla Polizia di Frontiera a carico di autovetture di grossa cilindrata clonate e rubate per essere rivendute all’estero, gli Operatori procedevano ad accertamenti approfonditi, dai quali emergeva che sia l’auto che la carta di circolazione erano provento di furto ai danni di un italiano che aveva già sporto denuncia ad Albano Laziale  pochi giorni prima.

L’uomo veniva quindi denunciato in stato di libertà e l’autovettura messa a disposizione del legittimo proprietario.

 

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