sabato 20 luglio 2019
04.06.2012 - Donatella Lauria

Ventimiglia: Civitas, debiti per tre milioni di euro

In particolare la Società rappresenta uno dei punti centrali dell’indagine avviata dalla Dda di Genova sulla presenza di eventuali infiltrazioni mafiose nell’attività amministrativa del Comune. Dell’ultima ora gli accertamenti della Guardia di Finanza sui pagamenti Iva da parte della Municipalizzata.

Continuano le tempeste sulla municipalizzata Civitas che tra blitz delle forze dell’ordine e controlli vari quasi ogni giorno è al centro della cronaca.

In particolare la Società rappresenta uno dei punti centrali dell’indagine avviata dalla Dda di Genova sulla presenza di eventuali infiltrazioni mafiose nell’attività amministrativa del Comune. Dell’ultima ora gli accertamenti della Guardia di Finanza sui pagamenti Iva da parte della Municipalizzata.

E poi i recenti e insoliti cambi al vertice con la nomina della Commissione Straordinaria del Comune del  commercialista Massimo Fruschelli, dallo studio «Fmm Comercialisti Associati», di Siena, quale consulente incaricato della ricostruzione della vita della Civitas, e dell’esame di  tutta la contabilità. E la nomina un po’ anomala dell’ingegner Diego Rossi (funzionario dell’ ufficio tecnico comunale che si andrà ad interessare di bilanci) come nuovo direttore contabile amministrativo al posto di Marco Prestileo.

Ma fatto ancora più sconcertante è che la Società, creatura dell’ex Direttore Generale del Comune, deve sborsare alle banche e ai fornitori quasi tre milioni di euro.

Dato alquanto sconcertante alla luce di un prossimo possibile azzeramento della stessa società che avrebbe le ore contate.

Dunque all’interno della municipalizzata, destinata ormai a morire, c’è un altro attorcigliato nodo da sciogliere che emerge guardando i dati dell’ultimo bilancio.

I debiti, chiamati “impegni”, che la Civitas deve alle banche sono in totale di 2 milioni e 943 mila euro.

Vediamoli nel dettaglio. Andando a leggere la situazione finanziaria di pochi mesi fa la somma più consistente risulta quella che la Civitas deve alla Banca Nazionale del lavoro: una cifra di 1.685.000 euro.

Nei confronti della Cariparma l’impegno è di 101.983 mila euro.

Il debito verso la banca di Caraglio, ovvero il mutuo acceso per pagare il palazzo ex Aci è di 6.758 euro.

Al Credito agricolo Civitas deve 16.800 euro. Si tratta del leasing acceso per il pagamento dell’immobile ex Enel.

Inoltre emergono i costi ai fornitori che ammontano a 293 mila e 545 euro.

I debiti verso gli operai risultano essere di 13.987 euro.

Emerge anche una voce generica di impegni per lavori di 726 mila euro e altri debiti generici di 63 mila 655 euro.

Tirando le somme gli impegni, ovvero le spese che Civitas deve sostenere sono di quasi tre milioni di euro. Una domanda sorge spontanea. Chi li salderà? In che modo verranno pagati?

La risposta e la soluzione è ora in mano ai tre commissari prefettizi

 

 


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