lunedì 11 novembre 2019
01.09.2012 - V.G.

Ponente ligure: decapitato il "clan" Pellegrino

"Necessario intervenire subito, per evitare dannose perdite di tempo visto il tenore delle accuse", queste le parole del Procuratore della Repubblica Cavallone al termine della conferenza stampa odierna (foto).

Il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Imperia ha stamane chiuso le indagini con i relativi arresti (ben sette) circa i mandanti e gli esecutori materiali degli incendi dolosi che si erano verificati nei mesi scorsi a Ponente: tra questi, ricordiamo come fossero "bruciati" alcuni escavatori appartenenti a ditte operanti nell'edilizia nonchè gli incendi a danno di pubblici esercizi.

Le manette ai polsi sono scattate nei confronti di tre fratelli Pellegrino: Giovanni, Roberto e Michele (titolari di una ditta da anni operante nel campo dell'edilizia). Arrestati con loro: Simone Calvini, Lara Gambacorta, Daniele Valsecchi e Giuliano Manzo. Una operazione che stamane a Ventimiglia ha visto, altresì, impegnato un elicottero nonchè gli uomini della D.I.A. (Dipartimento Investigazione Antimafia).

Lo spettro delle accuse avanzate nei confronti dei tre esponenti della famiglia Pellegrino nonchè degli altri quattro arrestati va dallo spaccio degli stupefacenti, alle minacce fino all'incendio doloso.

Una lunga serie di episodi di violenza che ha scosso nei mesi scorsi la Riviera ligure: nel Dicembre del 2011 a Bordigherà bruciò un escavatore di una ditta "rivale" della Pellegrino, la Tesorini; quindi nel Gennaio del 2012 a Sanremo a bruciare nel cuore della notte sono altri due escavatori; la ditta "Tesorini" torna ad essere presa di mira nel Gennaio scorso quando in frazione Borghetto (Bordighera) vengono dati alle fiamme altri due suoi escavatori. Infine pochi giorni fa a Taggia, in regione Doneghe, presso il Bar "Central Park", vengono ritrovate ancora "fumanti" due taniche di benzina (chiaro segno di minaccia, le indagini hanno appurato come il proprietario fosse un tempo in affari con i Pellegrino ma ora, invece, avesse rotto con questi ultimi).

Le indagini hanno preso corpo grazie alle "rivelazioni" di un pentito un tempo in "rapporti di lavoro" con il Calvini.

Insomma alla base degli arresti disposti stamane una serie di comportamenti volti a condizionare, a favore della famiglia Pellegrino, il "giro" degli affari nel campo dei lavori edilizi, finendo con l'allontanare ed intimidire potenziali rivali (su tutti la ditta "Tesorini").

Ci si interroga a questo punto sull'alto tasso criminogeno del Ponente, che, recentemente, non era balzato agli occhi di chi a Roma aveva deciso per l'accorpamento del Tribunale di Sanremo con quello di Imperia (con spostamento della relativa Procura). 

Forse il "blitz" di stamane può dare di che pensare sulla necessità di continuare ad offrire un presidio di legalità "immediato" sull'estremo ponente.

Si ringrazia per la foto "Riviera 24".

 

 

 

 


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