martedì 13 aprile 2021
12.10.2011 - Donatella Lauria

Indagini a Ventimiglia, parla Giuseppe Barilaro: "ognuno rispetti i propri ruoli e non si continuino a“sputare” sentenze"

Giuseppe Barilaro, al centro in questi giorni di numerose tempeste mediatiche, si toglie i sassolini dalle scarpe e risponde in particolare all'avvocato Cotta in merito alla questione "concorso truccato" che vede coinvolta la moglie

Parole dure e piene di amarezza quelle di Giuseppe Barilaro, il funzionario dell'ufficio Commercio delComune di Ventimiglia al centro in questi giorni di un vero e proprio caso mediatico.

"In riferimento all’articolo apparso ieri su una testata giornalistica inerente le esternazioni dell’Avv.to Roberto Cotta, intendo con la presente fare alcune considerazioni e precisazioni circa il contenuto dello stesso: noto per l’ennesima volta, con estremo dispiacere ma senza sorpresa alcuna, che nuovamente le persone parlano, e l’Avv.to Cotta è una di queste, senza conoscere assolutamente le questioni né tanto meno il contenuto degli atti. Non mi dilungo a entrare nel merito, in punto di  diritto, circa i contenuti del concorso in oggetto, anche perché altra persona titolata a farlo, ma mi preme sottolineare, e mi fa specie doverlo rimarcare tra gli altri proprio ad un Avvocato, che il fatto che ci sia stata o ci sarà ulteriormente una acquisizione di documenti a vario titolo, seppur fatta dalla DDA, non significa assolutamente che la stessa debba necessariamente sfociare in accuse penali, denunce o quant’altro che, ammesso e non concesso, anche laddove fosse, per poter essere definitive e portare poi ad eventuali responsabilità dovrebbero attendere tre gradi di giudizio.

Preciso solamente che anche questo concorso, così come quello a cui ho partecipato io, è assolutamente chiaro e trasparente e chi indaga non farà alcuna fatica ad appurare quanto innanzi enunciato.

L’Avvocato Cotta proponendosi nell’intervista stessa come politico, nelle sue esternazioni dava come fatto assodato, stante la lettura dell’articolo,  la “fondatezza e la gravità del fatto” solo perché “si è mossa la direzione antimafia”, venendo così meno a quello che dovrebbe essere il principio del garantismo che fino a prova contraria ancora in uno stato di diritto esiste e, per di più, dando come scontate cose e concetti senza che in oggi in merito alla questione chicchessia sia mai stato interessato da avvisi di garanzia o da altre indagini penali in merito. Appare assolutamente inopportuno, a mio parere, continuare a puntare l’indice nei confronti dei “soliti noti”, ognuno per i propri fini, cavalcando l’onda mediatica del momento, tralasciando, come se nulla fosse, che dietro tutto ciò esistono delle persone, quelle sì vere. E’ anche uno questione di stile, oltre che di competenze. Si lasci quindi fare il proprio lavoro agli inquirenti, si eviti di continuare a strumentalizzare sistematicamente tutto quello che accade. Ognuno rispetti i propri ruoli e non si continuino a, concedetemi il termine, “sputare” sentenze. Quelle spettano solo ai Giudici nelle sedi opportune. Ricordiamocelo tutti. Tanto dovevo".

Giuseppe Barilaro

 


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