venerdì 23 agosto 2019
18.04.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Il citofono non funziona: condannato per violazione dei domiciliari

Stamane a giudizio, presso il Tribunale di Ventimiglia, Salvatore La Rosa è stato condannato per aver violato la misura degli arresti domiciliari.

I fatti risalgono alla notte compresa tra il 25 e il 26 Maggio del 2007. L'imputato avevo l'obbligo di permanenza ai domiciliari nella fascia oraria compresa tra le 20.00 e le 7.00 della mattina successiva (misura irrogatagli dal Tribunale di Sorveglianza di Livorno).

Periodiche "citofonate" notturne da parte degli agenti in servizio serale del Commissariato di Polizia di Ventimiglia (il La Rosa risiede a Ventimiglia Alta) erano volte ad accertare la presenza in casa dell'imputato.

Nella mattina presto del 26 Maggio, alle 4 e 10 ed alle 5 e 15, gli agenti suonavano al citofono in questione non ricevendo risposta. Contestata, pertanto, la violazione della misura condizionale.

In oggi il processo.

Sentiti gli agenti che all'epoca dei fatti avevano "suonato" alla casa dell'imputato ed alcuni parenti del La Rosa (la nipote e la sorella): costoro lamentavano che il citofono era "storicamente" mal funzionante, "probabile, quindi, che gli agenti abbiano suonato - noi eravamo sempre in casa sul chi va là - e che noi non si sia sentito il suono per il problema del citofono medesimo; a volte piazzavamo del nastro adesivo scrivendo che il citofono era appunto malfunzionante".

L'imputato in oggi difeso dall'Avv.to Marco Statari (in sostituzione dell'Avv.to Marco Bosio di fiducia) veniva, però, condannato, dal Giudice Paolo Luppi (che evidentemente non credeva alla ricostruzione dei famigliari), alla pena di anni uno e mesi due di reclusione (come richiesto dal Pubblico Ministero dott.ssa R. Molinari) per violazione dei "domiciliari".

 

 


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