sabato 17 agosto 2019
23.05.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Elude la sorveglianza speciale, ma il citofono funzionava?

A giudizio, stamane, ventimigliese di trent'anni per avere eluso il regime di sorveglianza speciale, cui era assegnato, nell'Aprile 2010. I dettagli.

Avanti al Giudice del Tribunale Monocratico di Ventimiglia dott. Paolo Luppi è comparso stamane Costa Paolo Francesco accusato di avere eluso il regime di "sorveglianza speciale" cui era assegnato per un episodio datato 03.04.2010.

Sentito nella veste di teste il sovrintendente di Polizia Ivan Alesci il quale confermava i fatti dell'Aprile del 2010 (da lui "monitorati") rammentando come nel consueto giro di controllo effettuato alle 2.45 di notte suonando al citofono del Costa, nessuno avesse dato alcuna risposta. Nessuno segno a distanza di pochi minuti, dopo aver suonato due volte. "Vorrei ribadire come qualora vi fossero guasti negli apparecchi, normalmente riceviamo segnalazioni in tal senso, proprio per evitare spiacevoli disguidi".

Il Costa, quindi, riteneva opportuno rendere dichiarazioni spontanee: "Con mia moglie all'epoca dei fatti ci eravamo trasferiti nella stanza più lontana dal citofono. Io ho il sonno pesante. Avevo, tra l'altro, già segnalato il cattivo funzionamento del citofono. Non era certo mia volontà quella di allontanarmi e crearmi ulteriori problemi con le forze dell'ordine".

Insomma l'imputato sosteneva di avere inoltrato una segnalazione, le forze dell'ordine di non averla ricevuta...

Il Giudice condannava il Costa alla pena di mesi tre di arresto, riconoscendogli attenuanti generiche.


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