sabato 20 luglio 2019
14.06.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Circonvenzione di incapace: a Sanremo prosegue il processo Di Benedetto

Il dipendente delle Poste di Ventimiglia è accusato di circonvenzione di incapace, ex art. 643 C.P. Stamane udienza avanti al Giudice per l'udienza preliminare Maria Grazia Leopardi.

Il dipendente delle Poste, momentaneamente sospeso dal servizio, si è avvalso stamane della difesa dell'Avvocato Marco Mazzola del Foro di Sanremo.

Per la parte civile presente l'Avv. Pio Guido Felici che ha ricevuto mandato da Vincenzina Muratore, sorella di Secondino Muratore, l'anziano deceduto nel rogo del suo appartamento. Colui dal quale, il Di Benedetto, si sarebbe fatto intestare una polizza vita del valore approssimativo di circa Euro 50.000,00.

Nel procedimento, presa in esame anche la "tranche" relativa ad un ex Maresciallo dei Carabinieri in servizio presso la Stazione di Ventimiglia, accusato di aver omesso la trasmissione della denuncia di smarrimento della polizza effettuata dallo stesso Di Benedetto (la polizza, infatti, andò bruciata insieme ad altri averi dello sfortunato Muratore nel rogo della casa). La posizione dell'ex graduato dell'Arma è tutelata dall'Avvocato Giorgio Valfrè, il quale stamane ha chiarito come il suo assistito non avesse certo alcun obbligo di trasmissione della denuncia medesima (la prassi delle denunce per "smarrimento" infatti non lo prevede) e se qualora ciò fosse dovuto accadere questo sarebbe senz'altro stato compito, come regola e prassi, del graduato più alto in caserma.

Il procedimento si presenta non facile un po' per tutte le parti.

La vittima, morta (lo ricordiamo nel rogo del suo appartamento), a detta di molti aveva stretto una sorta di rapporto amicale molto stretto con il dipendente sotto processo; ciò lo portava a recarsi sempre allo sportello del Di Benedetto per le varie operazioni relative alla pensione ecc.; la co - intestazione della polizza potrebbe, quindi, essere legata a questo particolare della vicenda privata e personale del Muratore.

Dall'altra parte la difesa Felici (parte civile lo ricordiamo) che, invece, lamenta appunto lo stato di progressiva incapacità di intendere e di volere cui sarebbe andato incontro negli anni il Muratore. Nel mezzo la vicenda dell'ex Maresciallo e delle Poste, chiamate, appunto, in giudizio per un omesso controllo del lavoro svolto dal proprio dipendente.

Stamane avanti al G.u.p. Maria  Grazia Leopardi, che la scorsa udienza aveva autorizzato la richiesta formulata dalla difesa Felici di chiamare in giudizio (allargando pertanto il contenzioso) le Poste Italiane ogni parte processuale ha ribadito le proprie tesi difensive, producendo scritti e memorie (le Poste Italiane, si sono, in tal senso, costituite a mezzo di proprio procuratore).

L'udienza è stata quindi aggiornata al 12 Novembre.

 

 


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