martedì 15 ottobre 2019
09.12.2011 - Donatella Lauria

Ventimiglia, la Spes tira le somme degli ultimi due anni

Il presidente Luciano Codarri ha illustrato le linee guida dell’impegno finora svolto, basato su laboratori protetti e borse lavoro, e le imminenti prospettive di concretizzazione per l' inserimento progressivo dei ragazzi in una cooperativa sociale recentemente costituita.

Sala gremita, momenti di commozione e grandi progetti pronti all’avviamento: così il convegno “Un Lavoro per il Futuro” ha chiuso l'alra mattina due anni di impegno della Spes nella conduzione di 4 laboratori protetti (informatica, manualità, orto e cucina) ed avviato i programmi per l’inserimento lavorativo dei 32 ragazzi diversamente abili finora impegnati nell’apprendimento di teoria e pratica.

In una Sala consiliare del Comune di Ventimiglia piena in ogni ordine di posti, dopo il saluto delle autorità (l’assessore Guglielmo Guglielmi in rappresentanza del sindaco Gaetano Scullino, e il dottor Roberto Anselmo per la Asl 1), il presidente Luciano Codarri ha illustrato le linee guida dell’impegno finora svolto, basato su laboratori protetti e borse lavoro, e le imminenti prospettiva di concretizzazione che porteranno all’inserimento progressivo dei ragazzi e delle ragazze diversamente abili in una cooperativa sociale recentemente costituita.

“Il lavoro – ha detto Codarri – deve portare alla soddisfazione di se stessi. Non deve avere solo un aspetto terapeutico ma di piena valorizzazione della persona. Un lavoro utile permette di sentirsi utili nella società e per la società. Lo scopo delle prossime iniziative sarà quello di trovare uno sbocco lavorativo che superi l’assistenzialismo e che non si fermi alle illusioni, che sia un lavoro vero e retribuito e non una finta occupazione studiata come consolazione. Il lavoro si svolgerà lungo i quattro filoni che hanno caratterizzato i laboratori”.

L’attività dei laboratori e le testimonianze dei ragazzi che vi hanno preso parte attiva sono state illustrate per mezzo di un filmato di circa 30 minuti realizzato con immagini dei quattro filoni di attività e con le interviste ai diretti protagonisti, ai quali sono stati poi consegnati i diplomi di frequenza e profitto.

A fianco degli interventi dei vari attori sociali che hanno permesso lo svolgimento dei progetti (Provincia, Distretto Sociale, Asl, Cisl, Cgil) è stata portata anche la testimonianza dei bambini e delle bambine della classe quarta elementare di Roverino che hanno frequentato la Fattoria Didattica della Spes apprendendo le tecniche di lavoro dagli stessi ragazzi disabili e collaborando con loro nella coltivazione di alcuni ortaggi e nella cura degli animali da cortile. Gli alunni, coordinati dalle insegnanti Barbara Finesi e Carla Papalia Forgioni e dalla dirigente Maria Teresa Gorlero, hanno letto i loro componimenti ispirati dalla partecipazione al progetto “Orto Insieme” e cantato, in onore dei ragazzi della Spes, la canzone “Se provi a volare” di Luca Dirisio, non senza un brivido di commozione sparsosi in tutta la platea.

Le conclusioni del convegno sono state affidate a Giovanni Barbagallo, assessore regionale all’Agricoltura.

“Nel suo piccolo – ha detto Barbagallo – la Spes sta mettendo in pratica tutte le direttive regionali in materia di agricoltura. In questo progetto rientrano il recupero del territorio, la produzione a chilometro zero, la fattoria didattica, la lavorazione e la conservazione dei prodotti, l’agriturismo. Un esempio per tutti, soprattutto considerando che la realizzazione di tutto ciò passa attraverso le mani di ragazzi diversamente abili”.

 

 

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